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Perchè dobbiamo guardare con attenzione i BRICS?

Da quando esiste una visione del Mondo “cosmopolita”, in contrapposizione rispetto al sistema unico dominante, si sono presentate diverse realtà “dissidenti” che, chi per vecchiaia (vedi l’Unione Sovietica, ormai troppo legata ad una natura distante dalla modernità), e chi ancora prima di affermarsi (vedi i nazionalismi, condannati dalla storia come “perdenti”, e quindi incapaci oggi di agire in una chiave di lettura moderna), si sono ritrovate a fallire la propria lotta.

Bisogna partire dai dati di fatto, e in questo caso è innegabile affermare che il Liberalismo ha vinto.

La nostra generazione (quelli nati negli anni 90) è cresciuta in un Mondo a direzione unilaterale: i media iniziavano a propinarci l’idea di un Mondo unito, senza confini, dove la nuova visione Positivista veniva gonfiata all'ennesima potenza, dove eravamo tutti uguali e tutti con gli stessi problemi. D’altro canto già si iniziavano a sentire le prime avvisaglie sociali del liberismo estremo: le singole individualità, davanti alla collettività.

Abbiamo iniziato a parlare di “persone” (dal latino persona/ae, maschera) per iniziare a descrivere il singolo individuo in tutte le sue sfaccettature; abbiamo iniziato a mettere in primo piano i diritti civili, quelli “universali”, che appartengono a tutti, da Roma a Beirut, passando per Bengasi; a tal proposito sono anche arrivati i “bombardamenti umanitari”, per “donare” un po della nostra democrazia occidentale, ai poveri popoli vittime dei soprusi del “cattivo” di turno.

La società liberale (quella dove siamo nati e cresciuti) per esistere, ha bisogno di identificare il Nemico o i Nemici da contrastare, e andando a fare un piccolo excursus storico, possiamo tranquillamente renderci conto che il Moloch, è sempre stata l’idea non allineata. Al nemico non viene data la possibilità di parlare, di esprimersi, si fa qualsiasi cosa per isolarlo, molto spesso si cerca anche di non parlarne, di non dargli spazio nei media, o se lo si fa, si cerca sempre di dipingere una realtà e un modus che non è quello vero.

Questo è il caso di uno dei maggiori “nemici” che la società occidentale sta affrontando in questo momento, nel silenzio quasi totale dei media e delle istituzioni: stiamo parlando dei BRICS.

Il BRICS (acronimo che sta per Brasile Russia India Cina Sud-Africa) è un’alleanza economica formata dalle cinque maggiori economie in via di sviluppo. I loro “accordi” si basano su una struttura di mutuo soccorso costruita su accordi bilaterali.

Andando a vedere i dati delle singole nazioni dopo la crisi economica del 2008, solo gli stati del BRICS sono tra i poco ad avere avuto un andamento positivo, e questo li ha portati ad avere una posizione di riguardo anche all’interno del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, posizione che ha portato non pochi dissapori all’interno dello status quo cosmopolita.

I BRICS si sono sempre riuniti in incontri ufficiali con cadenza annuale, ma hanno sempre sfruttato occasioni come il G20, o l’Assemblea delle Nazioni Unite per incontri informali (tra le altre cose, il primo incontro tra queste Nazioni si è tenuto in maniera informale proprio all’Assemblea dell’ONU).

Inoltre, da qualche anno, gli Stati del BRICS (in particolare la Cina), hanno iniziato un percorso di aiuti e cooperazione internazionale, in particolare in Africa: aiuti basati su accordi bilaterali che stanno portando numerosi frutti nel continente più martoriato dall’Occidente.

Possiamo dunque affermare che la realtà dei BRICS si pone come alternativa “liberale” al Liberalismo estremo ormai imperante.

Continueremo a parlare di BRICS, delle azioni, degli incontri, delle loro strutture, e dei loro interventi di cooperazione perché lo riteniamo un progetto oggi fondamentale in chiave economica, e non solo, al quale purtroppo non viene data la giusta importanza. Si sa, la politica occidentale è quella di isolare il nemico, ma per citare Oscar Wilde:   “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”