L'Osservatorio Eurasiatico intervista la Nobildonna georgiana Lali Panchulidze

Da sinistra: il filosofo Diego Fusaro, la Nobildonna Lali Panchulidze e il politologo Alexander Dugin
Da sinistra: il filosofo Diego Fusaro, la Nobildonna Lali Panchulidze e il politologo Alexander Dugin

Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, rappresentante di un’antica famiglia ortodossa georgiana, 32 anni, un figlio amatissimo Nika di 9, laurea in letteratura e master in pedagogia, consulente e PR.

È stata impiegata di banca ed insegnante, ha lavorato nel settore del commercio internazionale euroasiatico di moda, design e beni di lusso. Attualmente si occupa di comunicazione, promozione, eventi e servizi video fotografici, in collaborazione con il Moai Studio di Milano. 

È presidente dell’associazione ecumenica cristiana Italia-Georgia-Eurasia che si interessa di storia, cultura e identità, della organizzazione di viaggi turistici nel Caucaso e della promozione dei famosi vini georgiani. 

È vice presidente dell’associazione Aristocrazia Europea, con delega ai rapporti internazionali, attiva in diverse iniziative culturali, ed appassionata di arte, poesia, musica classica, balli tradizionali e folkloristici.

Fedele alle proprie tradizioni, rappresenta, in Italia, la Casa Reale Bagrationi Imeretinsky di Georgia, Armenia e Cilicia, la più antica e nobile dinastia della Cristianità. 

 

 

 

E da questa presentazione vogliamo iniziare parlando della tradizione nobiliare di cui fa parte. Lei dirige la delegazione italiana della Reale Casa Bagrationi, cosa può dirci in merito a questa Casata nobile e perché può essere definita la più antica dinastia sovrana della Cristianità? 

 

La dinastia dei Bagratidi, Bagratuni, Bagrationi ha governato per oltre 1500 anni su vari stati sovrani, principati e regni transcaucasici, di Georgia e Armenia, ma anche su larghi territori della attuale Turchia, come il principato autonomo bizantino di Tao Klarjeti, terra di origine della mia famiglia, ed il regno armeno di Cilicia. La leggenda, supportata dallo storico del XI secolo, Sumbat Davitis, e successivamente anche dai documenti del principe Vakhushti,  narra che i Bagrationi siano principi palestinesi, discendenti dai Re biblici Davide e Salomone, convertitisi al cristianesimo, trasferitisi, in tempi remoti nelle attuali Georgia e Armenia, riconosciuti come tali e imparentatisi con la nobiltà locale. Oggi, comunque, tutti gli storici, datano la nascita della dinastia ufficialmente nel 575 DC, con il riconoscimento da parte dell’Impero Romano d’Oriente, del duca (eristavi) Guaram Bagrat di Iberia, come vassallo bizantino, con la sua nomina a principe (kourapalates) di Kartli. Da allora vi è una comprovata discendenza diretta che porta fino al nostro attuale giovane capo famiglia ed erede al trono, Sua Altezza Reale il Principe Irakli Bagrationi Imeretinsky, che mi onoro di rappresentare in Italia. Irakli ha avuto una educazione tradizionale, religiosa e patriottica, improntata sulla sobrietà ed i valori essenziali della vita, ha studiato prima in seminario, poi alla scuola militare ed infine si è laureato in ingegneria. E’ una persona molto colta ma altrettanto semplice ed affabile, ama la vita di campagna ed è impegnato in diverse attività sociali e benefiche. E’ sempre più apprezzato dal suo popolo, anche dai giovani, per il suo impegno in difesa della nostra identità nazionale e cristiana, ma anche della giustizia sociale. In molti lo vorrebbero sul trono di una monarchia federale che unisca la Georgia e l’Armenia, facendo gli interessi delle due patrie sorelle cristiane, in un ritrovato spazio geopolitico di equidistanti buoni rapporti sia con l’Europa che con la Russia che sono i nostri naturali e storici vicini di occidente ed oriente, mentre gli USA sono così lontani, geograficamente ma anche culturalmente.

 

L'Europa, da culla del Cristianesimo, è giunta in questa fase post-moderna sempre più secolarizzata, mentre questo non vale assolutamente per le regioni nel Caucaso. Cosa può dirci della Georgia? Il Cristianesimo ricopre ancora un ruolo importante nella società? 

 

La Santa Chiesa Apostolica Ortodossa autocefala georgiana è una delle più antiche chiese cristiane del mondo, fondata nel primo secolo DC, direttamente dagli Apostoli Andrea (il Primo Chiamato) e Simone (il Canaanita, al quale è dedicato il più importante ordine cavalleresco dei Bagrationi di Imereti, riservato solo alle famiglie reali, ai patriarchi ed ai capi di stato). La Georgia venne ufficialmente convertita al cristianesimo nel 362 DC da Santa Nino di Cappadocia, che è considerata, da parte della nostra Chiesa Ortodossa l'illuminatrice della Georgia alla pari degli Apostoli. L’identità nazionale della Georgia si fonda su lingua, alfabeto, ortodossia cristiana e fedeltà alla e della famiglia Bagrationi che ha dato guerrieri e statisti, principi e re, santi e martiri. Anche di grandi regine, ci tengo a sottolineare, come Santa Tamara, stratega militare e statista politica. La Georgia esiste ancora perché cristiana, perché ha sempre difeso, con la Fede e la Spada, la propria identità ed il proprio territorio, dai potenti vicini invasori mussulmani, prima persiani e poi turchi ottomani. Non a caso, la nostra bandiera è quella crociata templare di Gerusalemme ed il nostro Santo Patrono nazionale è il Megalomartire San Giorgio che è anche il protettore di tutta la cavalleria cristiana. La forte identità, culturale e religiosa, della nostra Georgia è sopravvissuta anche alla dittatura comunista sovietica ma oggi è in seria crisi per colpa del relativismo e del consumismo di stampo liberal capitalista americano. E’ in atto una grave aggressione del mondialismo alla Georgia cristiana: i georgiani emigrano all'estero per la crisi economica e le errate scelte sistemiche della politica, asservita ai poteri forti stranieri, e la nostra patria è invasa da mussulmani, africani e cinesi… Noi terra originaria della razza caucasica, degli Argonauti del Vello d’Oro, del vino amato dai Greci e da Alessandro Magno… In questo senso, da orgogliosa georgiana ortodossa, amante dell'Italia, guardo con crescente attenzione ed interesse sia alle tesi socio economiche del filosofo italiano  Prof. Diego Fusaro, che alla visione tradizionale geopolitica del filosofo russo Prof. Alexander Dugin, per il superamento dei vecchi schematismi ideologici  ed un necessario riavvicinamento alla Russia che ci è culturalmente affine, sorella maggiore, anche se, qualche volta, un po ingombrante e prepotente.

 

Lei è anche Presidente della ACIGEA, quali sono le vostre attività principali e le iniziative di maggior rilievo?  

 

L’Associazione Culturale Internazionale Ecumenica Cristiana “Italia – Georgia – Eurasia”, ACIGEA, nasce nel 2015, su iniziativa di un gruppo di patrioti ortodossi georgiani, residenti in Italia, a sostegno della diffusione delle tradizioni caucasiche, del dialogo ecumenico con i cattolici, del consolidamento delle relazioni politiche, economiche, turistiche e commerciali fra le diverse nazioni dell’Eurasia. La Georgia è una piccola-grande nazione, una civiltà plurimillenaria, confine e sintesi fra oriente e occidente. ACIGEA promuove la conoscenza della Georgia, dell’Armenia, del Caucaso, della Russia, della Tradizione cristiana ortodossa e orientale, e della storia della Famiglia Reale Bagrationi, attraverso la organizzazione di conferenze culturali, spettacoli folkloristici, eventi enogastronomici e viaggi turistici, ed anche la promozione dei famosi vini georgiani. Su questa direzione lavoriamo con associazioni, università, camere di commercio, enti e società private ma anche istituzioni pubbliche, locali, politiche, diplomatiche e accademiche, e naturalmente, con la Chiesa Cattolica e tutte le diverse Chiese e comunità Ortodosse presenti in Italia.

 

Quali possono essere le proposte e le idee affinché ci sia un ulteriore avvicinamento della società italiana con quella georgiana?  

 

Rispondo volentieri alle vostre domande perché il vostro giornale online e la vostra benemerita iniziativa culturale, nata in dinamico e colto ambiente universitario, ha evidentemente centrato il vero problema che è globale, geopolitico. La Georgia e l’Italia hanno secoli di scambi culturali e commerciali, fin dai tempi dell’Impero Romano, passando per i rapporti con Marco Polo e le Repubbliche Marinare di Venezia e Genova. Noi siamo il baluardo orientale della civiltà europea ma anche il cuore del Caucaso, la porta e il ponte verso l’oriente, siamo una sintesi unica, autenticamente eurasiatica. Se non ci fossero interessi economici, energetici e militari stranieri (sia apolidi che d’oltre oceano) a condizionare così fortemente le scelte politiche delle nostre nazioni, una alleanza eurasiatica e mediterranea sarebbe un fatto assolutamente naturale, oltre che una cosa utile per tutti i popoli di questo comune spazio continentale. Quello che ci unisce è la fede religiosa cristiana, la cultura classica greca e bizantina, l'arte (penso al grande evento teatrale e cinematografico di presentazione del progetto Eurasiart che vi è stato a Palazzo Reale di Milano), la tradizione vinicola enologica, la musica ed il ballo: anche per questo, il prossimo 25 febbraio 2019 a Milano, ci sarà l'esibizione del "Royal National Ballet" di Georgia con lo straordinario spettacolo "Fire of Georgia" di danze folkloristiche, epiche, simboliche, tradizionali.

La Georgia e tutto il Caucaso, come la Russia, non possono essere geografie ignorate dall'Europa, e non devono assolutamente essere concepite come lontane e pericolose. Tanto ci unisce e in futuro potremmo essere ancora più uniti. 

Ringraziamo l'egregia signora Panchulidze per le sue parole significative e profondamente attuali, che possono essere spunto di riflessione per comprendere le varie dinamiche che caratterizzano la nostra società. E ciò rappresenta anche un contributo che arricchisce non poco la nostra visione politica eurasiatica.

Viale Bianca Maria 3, 20122 Milano