I 5 Stelle vogliono legalizzare la cannabis. Per favore, non scherziamo, prima di Soros ascoltiamo Borsellino

Paolo Borsellino
Paolo Borsellino

Il senatore grillino Matteo Mantero ha depositato un disegno di legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati. Già poco tempo fa è stata resa legale e messa in commercio la cosiddetta cannabis light, ovvero ''leggera'', perché avrebbe una bassissima percentuale di THC, tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis che rende questa pianta prelibata per chi ha scarso interesse verso la propria salute mentale. Può essere acquistata in negozi specializzati, ma anche in bar e tabaccherie. E' logico chiedersi se rendendo commerciale quella light, si sia fatto un primo passo verso la completa legalizzazione e commercializzazione della cannabis vera e propria, magari sul modello olandese o americano. Si spera che ciò non vada ad alimentare la propaganda dell'anti-proibizionismo per maggiori rivendicazioni nel campo delle droghe cosiddette leggere.

 

La cosa che fa più rabbia è che queste tematiche vanno ad influenzare prima di tutto i giovani, che senza riferimenti ideali e morali, sono facili prede delle tante mode del mondo post-moderno nelle quali, urge ricordarlo, rientra anche l'uso di sostanze stupefacenti. Se si vuole fare non politica, ma buona politica, bisogna innanzitutto pensare al bene della persona umana, non il bene del mercato, della banca o di un non ben definita società civile. Abbandonare le masse in balia delle correnti modaiole lasciando che si droghino non è buona politica. La legalizzazione della cannabis significa abbandonare la persona. Sembra quasi che per alcuni il riferimento ideale e morale sia proprio la cannabis.

 

Nell'Aprile del 2014 il Daliy Mail rendeva noti i finanziamenti di George Soros a vari movimenti e organizzazioni che operano per la legalizzazione in America e Uruguay. ''Soros ha incanalato almeno $ 80 milioni verso la legalizzazione dal 1994, ed è stato affiancato nei suoi sforzi da un ex dirigente assicurativo che ha apertamente ammesso di aver spesso fumato la droga''.  

 

Questo è l'argomento che viene sempre usato a favore della legalizzazione, e che usa anche il senatore Mantero: i profitti che la Mafia ha nell'importare e spacciare la droga. Solo per il fatto che la cannabis costituisce solo una percentuale delle varie droghe che la mafia spaccia, a partire dalla cocaina, il discorso dovrebbe essere già chiuso. In più la mafia è da tempo che si è ''avventurata'' in altri tipi di affari, dagli appalti alla finanza, quindi la percentuale della droga nel totale dei profitti mafiosi risulta sempre più basso. 

 

Dopo aver ricordato le azioni di George Soros, è interessante leggere cosa affermò nel 1989, proprio pochi anni prima che il magnate iniziasse il suo finanziamento ''filantropico'' per la legalizzazione, una persona come Paolo Borsellino, che non era un milionario e che forse ha fatto qualcosa di più meritevole invece di finanziare movimenti che si battono per la droga.

 

''La legalizzazione degli stupefacenti non può rappresentare uno strumento per combattere la mafia, Intanto come mi sembra di aver chiarito non bisogna stabilire un’equazione assoluta tra la mafia e il traffico di sostanze stupefacenti. La mafia esisteva ancora prima del traffico di stupefacenti e probabilmente se per miracolo il traffico di stupefacenti scomparirà, la mafia esisterà ancora perché l’essenza della mafia non è il traffico delle sostanze stupefacenti. Oggi è vero che il business più importante della mafia è il traffico delle sostanze stupefacenti e qualcuno ha sostenuto: “se noi eliminiamo il traffico clandestino e legalizziamo il consumo di droga abbiamo contemporaneamente levato dalle mani alla mafia la possibilità di ottenere tutti questi guadagni illeciti ed essere così potente”. Tuttavia forse non si riflette che la legalizzazione del consumo di droga non elimina affatto il mercato clandestino, anzi avviene che le categorie più deboli e meno protette saranno le prime ad essere investite dal mercato clandestino. Esisterebbe poi un ulteriori traffico clandestino che è quello delle droghe micidiali, che per le stesse ragioni lo Stato non potrebbe mai liberalizzare. Ci sarà un ulteriore parte del mercato clandestino dovuto a tutti coloro che per qualsiasi ragione non vorranno ricorrere al mercato ufficiale: per non essere schedati, per non essere individuati, per ragioni sociali, ecc.''.