L'America sfida ancora la pace, si ritira dal trattato INF con la Russia per l'eliminazione dei missili medio e lungo raggio

Gli Stati Uniti hanno comunicato alla Russia che la loro decisione di ritirarsi dal trattato sull’eliminazione dei missili a corto e medio raggio è definitiva. Lo ha reso noto il vice ministro degli esteri Sergei Ryabkov.

 

"Gli Stati Uniti ha fatto un altro passo distruttivo: Washington ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dal trattato. Quasi immediatamente questa intenzione ci è stata confermata tramite i canali bilaterali. Inoltre ci è stato spiegato chiaramente che non si tratta di un invito al dialogo, ma di una decisione definitiva presa per la combinazione di circostanze", ha detto Ryabkov durante una conferenza stampa dedicata al missile 9M729.

 

Il viceministro ha sottolineato che Mosca non viola i termini dell'accordo, e che queste accuse sono semplici invenzioni degli americani usate come pretesto per sciogliere il trattato.

 

"In pratica, questo significa che per il periodo della cosiddetta sospensione, il contratto continuerà, rimanendo vincolante per le parti", ha aggiunto.

 

Allo stesso tempo, Ryabkov ha sottolineato che la richiesta degli Stati Uniti di distruggere tutti i missili 9M729 è assolutamente inaccettabile per la Russia, e invita Washington a dimostrare trasparenza sul rispetto dell'accordo, così come fa Mosca. Il viceministro ha aggiunto che Mosca è pronta a lavorare sul mantenimento del Trattato INF: la scelta spetta agli Stati Uniti.

 

Ryabkov ha ricordato che 15 anni fa gli Stati Uniti avevano limitato unilateralmente il lavoro di una speciale commissione di controllo del rispetto del trattato, dichiarando l'indisponibilità della Russia a continuare la discussione per le preoccupazioni che aveva già in quel momento in merito all'osservanza del trattato INF.

 

"Allora si parlava della produzione e del collaudo da parte americana dei primi modelli di droni, che rientrano pienamente nella definizione di missile da crociera a medio raggio, secondo il trattato INF", ha detto Ryabkov.

 

Inoltre, Mosca ha sollevato la questione dell'uso da parte del Pentagono dei cosiddetti missili bersaglio, in contrasto con il trattato INF, simili per caratteristiche ai missili balistici di medio e corto raggio.

 

"Avevamo e abbiamo ancora tutte le ragioni per credere che, sotto l'apparenza di test antimissilistici, o simultaneamente con loro, si sviluppi il potenziale tecnologico dei missili balistici di medio e basso livello, cioè vietati dal trattato", ha sottolineato.

 

Lo scorso 4 dicembre il segretario di stato americano, Mike Pompeo, ha lanciato un ultimatum alla Russia: se entro 60 giorni Mosca non rientra nei parametri del trattato INF, gli USA si ritireranno definitivamente dall'accordo. Negli ultimi anni, Mosca e Washington si accusano regolarmente a vicenda di violare il Trattato INF. La Russia ha ripetutamente dichiarato di attenersi rigorosamente agli obblighi previsti dall'accordo. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov da tempo dichiara che le accuse degli USA non sono comprovate.     

 

Sputnik